Florin

Uscire dai margini, per mia moglie e le mie figlie

 

Chi sono

Sono Florin, sposato con Alisa, papà di due bambine, di 7 e 3 anni. Siamo Rom di nazionalità romena. Fino al 2013 vivevamo in un campo nomadi in condizioni drammatiche per l’igiene e la sicurezza, in una baracca costruita con fogli di metallo recuperati nella spazzatura, senza corrente elettrica, senza acqua e servizi igienici. Alisa era incinta della nostra seconda figlia ma non era mai stata visitata dai dottori; la nostra prima figlia non era mai stata vaccinata e non era mai andata alla scuola materna. Essendo in condizioni così precarie, mi sono presentato allo Sportello della Caritas chiedendo un aiuto per il lavoro. Subito l’aiuto si è concentrato sul non farci mancare l’essenziale (cibo, medicine, bombola del gas per riscaldarci); Alisa è stata visitata in vista del parto e la bimba è stata vista da un pediatra, vaccinata e inserita all’asilo. Io ho cercato di rispondere all’aiuto ricevuto dimostrando collaborazione e disponibilità a migliorare la nostra situazione familiare. A seguito di una brutta broncopolmonite della nostra figlia più piccola, siamo stati inseriti per qualche giorno in una pensione e poi in un appartamento che un privato ha messo a disposizione della Caritas per tutto l’inverno. In questo periodo ho dimostrato di essere in grado di gestire una casa nonostante non l’avessi mai fatto. Perciò, quando abbiamo dovuto restituire l’appartamento, siamo stati accolti in un altro appartamento, sempre gestito dalla Caritas per l’emergenza abitativa, in condivisione con altre due famiglie. Anche in questa nuova esperienza, ho potuto a dimostrare affidabilità e collaborazione diventando un riferimento sia per noi che per le altre due famiglie ospitate e occupandomi della piccola manutenzione della casa. Infine, dall’inizio del 2017, abitiamo in una casa, sempre gestita dalla Caritas per l’emergenza abitativa, dove avremo la possibilità di prendere la residenza.

Di cosa ho bisogno / Perché “voglio occuparmi”

Fin dall’aprile 2014, grazie ad un progetto di Auxilium per l’avvicinamento al lavoro, sono stato inserito in un laboratorio di restauro e piccola falegnameria, gestito da Il Melograno. I miei responsabili hanno trovato in me puntualità, serietà e capacità lavorative. Finita questa esperienza, ho iniziato un percorso di inclusione sociolavorativa con la cooperativa sociale Emmaus Genova, tutt’ora in atto. Se questo periodo di avvicinamento al lavoro andrà a buon fine, la cooperativa mi ha detto che è disponibile ad assumermi. Avrei bisogno di un aiuto per sostenere questo periodo di verifica delle mie capacità. 

Progetto aperto dal maggio 2017

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