Oggi, 17 ottobre, è la Giornata mondiale di lotta contro la povertà, istituita dall’ONU nel 1992. “Soldi, cibo, lavoro – scrive sul suo sito Caritas Italiana – restano ancora oggi i bisogni essenziali di tante persone che bussano alle porte dei vari Centri di ascolto Caritas delle nostre realtà diocesane. Ma la povertà non è solo mancanza di reddito o lavoro: è isolamento, fragilità, paura del futuro (…) è povertà educativa” senza dimenticare “le strette connessioni tra ambiente, degrado, povertà e giustizia sociale”.

Ogni giorno Caritas e Auxilium “stanno con” le persone coinvolte nelle diverse condizioni che la povertà comporta e intreccia, nella consapevolezza che, prima che l’aiuto materiale, è essenziale entrare in relazione, mossi dall’appello evangelico a farsi prossimi. “La premessa indispensabile per crescere in questa relazione è un incontro di sguardi – scrive don Marino Poggi, direttore della Caritas Diocesana di Genova, sull’ultimo numero di Caritas Notizie, dedicato alla prossima Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebrerà in tutta la Chiesa il 17 Novembre -. E’ il rispetto l’uno dell’altro, senza bugie. Non è facile sapere questo, ma è giusto tendere a questa verità. L’amore è sempre nella verità, che permette alle persone in relazione di essere sé stesse.”

Nel 2018: 

  • ai 32 Centri d’Ascolto Vicariali della diocesi di Genova – che Caritas coordina – si sono rivolte 8.272 persone, l’85% delle quali con una famiglia alle spalle, per cui il numero effettivo si può stimare attorno alle 20.000 persone coinvolte;
  • lo Sportello di Accoglienza promosso da Caritas Genova ha registrato 3.432 accessi, oltre il 20% in più rispetto al 2017, con una predominanza di persone straniere senza dimora e un aumento delle donne, sia in giovanissima età che ultrasessantenni;
  • la Fondazione Auxilium – insieme alla rete costituita da Coop. Soc. Il Melograno, Volontari per l’Auxlium ODV, Associazione per l’Auxilium APS e Coop. Soc. Emmaus Genova –  ha seguito 1.765 persone gravemente emarginate – persone senza dimora, straniere, rifugiate e richiedenti asilo, famiglie fragili, persone con Hiv/Aids – in maggioranza uomini (75%) e stranieri (66%).

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