Intorno a Casa della Giovane, in Piazza S. Sabina, è nata una collaborazione tra Fondazione Auxilium e Coop. Soc. Il Melograno da un lato, Università degli Studi di Genova dall’altro, perché il complesso si apra sempre più al territorio e diventi occasione di formazione e impegno sui temi sociali per gli universitari, in particolare per gli studenti del vicino polo di Via Balbi.

Casa della Giovane fu aperta nel 1960 da “Acisjf – Protezione della Giovane”, ente nazionale tuttora attivo all’interno della struttura; oggi la proprietà è della Diocesi e, su impulso della Caritas Diocesana e della Fondazione Auxilium, dal 2012 ospita diversi servizi, residenziali e non, per persone in difficoltà. Sempre qui, tre giorni la settimana, trova spazio anche la mensa gestita dalla Comunità di S. Egidio, in collaborazione con Caritas Genova. “Da quando è stata riavviata – spiega Gigi Borgiani, direttore di Auxilium – abbiamo sempre lavorato perché questa Casa diventasse un presidio non soltanto sociale ma anche educativo e culturale. Sappiamo infatti che nessun aiuto porta ad un cambiamento se rimane fine a sé stesso, se non si radica nel territorio e non si cala nel vissuto di tanti, se non esce dallo stretto perimetro della risposta materiale per diventare autentica condivisione. Come sempre non dobbiamo ‘assistere’ ma ‘promuovere’, non dobbiamo limitarci a sottrarre dallo stato di bisogno ma dobbiamo suscitare una società che si prende cura e diventa comunità. Carità ed educazione, solidarietà e formazione si richiamano necessariamente. In questa ottica, siamo davvero molto contenti del rapporto che si è venuto formando con l’Università: in pochi mesi, sta già dando diversi frutti che ci arricchiscono e che coinvolgono molti studenti.”

In questo ultimo anno Auxilium, Melograno e Università, su un primo stimolo offerto dalla Caritas Diocesana, si sono confrontati sulle azioni comuni da sviluppare, coinvolgendo operatori sociali e volontari, da una parte, una dozzina di docenti, dall’altra, tra cui, per prime, Alda Scopesi, già Prorettore dell’Università, e Simona Morando (Dipartimento di Italianistica, romanistica, antichistica, arti e spettacolo – DIRAAS). Ne sono nate due convenzioni, la prima con la Scuola di Scienze Umanistiche e la seconda con tutto l‘Ateneo e un ventaglio di esperienze che a cavallo tra 2019 e 2020 hanno preso consistenza in modo sempre più solido. ”Siamo partiti con una formazione condotta da Alda Scopesi per i nostri operatori dell’Area Minori e Famiglie – spiega Claudio Pesci, responsabile dell’Area stessa e coordinatore per conto de Il Melograno dei progetti attivi con l’Università -. È stata un’esperienza molto positiva a cui ha fatto seguito la presenza dei nostri operatori, come portatori di prassi e valori, all’interno del corso di Etnopsichiatria condotto da Stefania Consigliere, del Dipartimento di Scienze della formazione – DISFOR.”

Nel frattempo, sono partite anche alcune esperienze che coinvolgono gli studenti in ambito culturale e artistico, tutte nel salone di Casa della Giovane: il cine-forum condotto da Luisa Stagi (DISFOR); un’esperienza di teatro pedagogico condotto da Anna Solaro del Teatro dell’Ortica, che riunisce ospiti della Casa, operatori, volontari e studenti; le prove del rinato Teatro Universitario di Genova “Il Falcone”, diretto da Roberto Cuppone, che sta preparando la sua prima produzione coinvolgendo un centinaio di studenti. “Inoltre – continua Pesci – dal 17 febbraio al 3 aprile si svolgerà sempre a Casa della Giovane un ‘corso di formazione alla cittadinanza, che mira a formare gli studenti sul tema ‘Città, Comunità e Fragilità’, in particolare sull’interazione dei soggetti fragili con l’ambito cittadino e con il senso di appartenenza alla comunità. Un corso progettato insieme ai docenti che si avvicenderanno ai nostri formatori per offrire elementi sulle criticità sociali, sulle risposte in atto, sul contributo che ognuno di noi può offrire per vivere da cittadino attivo le complessità del presente.”

“Si tratta di un fronte di interventi davvero ampio – sottolinea Borgiani – che attraversa e collega i mondi, lo studio, la ricerca, la città, l’intervento sociale. Come Auxilium e Il Melograno ci appassiona quella ‘promozione integrale della persona umana’ che ci viene trasmessa dalla nostra Caritas e siamo davvero grati alla nostra Università per aver accolto il nostro contributo. Desideriamo fare di Casa della Giovane un fermento di crescita sociale, motore di cambiamento, nella costruzione di un futuro inclusivo e nella formazione di cittadini responsabili.”

(Articolo pubblicato da Il Cittadino – 9 febbraio 2020)

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