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di Matteo Lanza

Racconto breve di una giornata semplice e appagante. Mercoledì 18 Maggio, 9.30 del mattino: un gruppetto di 6 ospiti (numero esiguo a causa di uno spostamento di data), accompagnati da tre operatori dell’Area Persone Senza Dimora, parte in autobus alla volta della chiesa di Molassana da dove intraprende il cammino sull’Acquedotto per raggiungere la chiesa di San Siro di Struppa. Il percorso si snoda in mezzo alle case e alle campagne sovrastanti i quartieri di Molassana e Struppa, lasciando spazio a scorci di verde insperati in mezzo alla città. Tra un pascolo di pecore, orti pazientemente coltivati e strutture in pietra che hanno attraversato la storia, raggiungiamo l’antica pieve romanica dove siamo accolti dalla Confraternita che ci mette a disposizione i locali e ci offre il pranzo, preparato da Viola e sua mamma. “Il cibo è più che apprezzato – ci confida soddisfatta Viola – e questo ci fa molto piacere ma ancora più piacevole è rendersi conto che anche per me, per la mia famiglia, per la nostra comunità è una giornata diversa, una giornata che ci fa letteralmente aprire le porte della nostra quotidianità, ci mette a contatto con un’altra realtà, ci regala la speranza che il bene, alla fine, vince sempre.” Un veloce saluto del parroco, tra un funerale e una lezione; quindi visita all’Abbazia e all’adiacente Oratorio sede della Confraternita di Sant’Alberto e Sant’Antonio Abate. Dopo aver fatto ancora due passi sull’acquedotto, tagliamo per le creuze e arrivamo presso l’Istituto Doria, pronti a riprendere l’autobus che ci riporta in Monastero. Questa giornata rilassante e serena ha riempito gli ospiti di entusiasmo tanto che ci hanno già proposto di creare altri momenti di convivialità, indicandoci altre possibili mete, per assaporare ancora la gioia della semplicità.
Matteo è operatore presso l’Area Persone Senza Dimora