Martedì scorso il Gruppo Lions di Albaro ha promosso una raccolta fondi a favore della Fondazione Auxilium. Di seguito l’intervento di Luigi Borgiani, direttore di Auxilium, svolto ad introduzione della serata. Ai Lions, in particolare al dott. Francesco Di Bella che ha coordinato l’iniziativa, la nostra gratitudine per il sostegno alla nostra opera e alle persone nel disagio. Nella foto: la consegna della raccolta fondi.

Nuove marginalità?
di Luigi Borgiani, direttore

Quando si parla di marginalità sociale, di disagio, di povertà si corre sempre il rischio di procedere per modelli per lo più analitici, per consuetudini, per categorie. Si tende a considerare i poveri divisi per famiglie, uomini, donne, giovani, stranieri, in coloro che sono in povertà assoluta, in povertà relativa, in povertà materiale. Non si pensa mai, invece, che Qualcuno ci ha insegnato che esiste anche una povertà volontaria che significa vivere con sobrietà e con altruismo, coltivando e custodendo la terra così come ci è stata donata e come ben ci ha ricordato Papa Francesco nella enciclica “Laudato si’”.

Procediamo per categorie e introduciamo termini correttivi come l’aggettivo “nuovi”; nuovi poveri, nuove povertà come se gli ultimi arrivati non avessero nulla a che vedere con i “vecchi”, con persone e situazioni che sono diventate abitudini indifferenti. La realtà è che i poveri ci sono, ci sono sempre stati, ci saranno sempre e sempre di più a meno che non si contrastino le cause e cominciare dalla consapevolezza che i poveri sono di tutti, non sono solo dello stato o “della Caritas”.

Un dato significativo ed esemplificativo è quello Istat 2015: le famiglie in povertà assoluta risultano essere 1.580.000, pari a 4.590.000 persone, l’equivalente della popolazione del Veneto. Sempre nel 2015, secondo il Censis, 2.500.000 famiglie hanno fatto ricorso alla rete di aiuto informale costituita da associazioni, enti di carità e volontariato, a motivi di problemi improvvisi (perdita, lavoro, malattia, una spesa sbagliata). A Genova nel 2015 abbiamo registrato più di 9.000 accessi ai Centri di ascolto vicariali, coordinati dalla Caritas.

Le cause. La crisi nota ha inasprito fenomeni già noti portando, ad esempio, al quasi annullamento della cosiddetta classe media, naturalmente con aumento dei numeri verso il basso. Perdita di occupazione, precariato, chiusura di attività artigianali e commerciali, debiti, malattie, situazioni di “non lavoro-non pensione”. Ma a queste cause si aggiungono situazioni di disagio a seguito di fratture familiari da cui discendono conseguenze psico-educative per genitori e figli, scenari di depressione e sbando, danni economici e relativa caduta in povertà, spesso per uno dei coniuge.. Altra causa preoccupante è quella relativa al gioco d’azzardo che molto spesso viene perseguito come via d’uscita da situazioni economiche precarie ma che invece si rivela un passo falso che peggiora condizioni di povertà.

Poveri quindi in aumento. Nasce la domanda: per quanto tempo riusciremo a sostenere l’assistenza? Lo Stato (Regioni e Comuni) riduce sempre di più le risorse destinate a famiglie e persone in povertà. Per quanto riguarda la nostra azione si regge ancora tra 8×1000 e contributi di donatori. Occorre contrastare le cause. Un paese sempre più povero non giova a nessuno; è doveroso passare dall’assistenzialismo all’accompagnamento, al recupero, al reinserimento. C’è bisogno di pane, ma anche di relazione, di vicinanza, di sostegno amichevole, di consigli.

Non possiamo continuare l’avvilente erogazione di pasti, di pacchi; magari servirà a qualcuno per sentirsi più buono ma non è questa la strada. Occorre procedere per percorsi di autonomia. A questo proposito da un paio d’anni Caritas Italiana ha avviato con altri enti una “Alleanza contro la povertà” con l’obiettivo di introdurre anche in Italia una misura efficace che non si limiti alla erogazione di risorse ma comprenda percorsi di accompagnamento, di formazione, di processi che consentano a persone e famiglie di acquisire elementi di autonomia. Recentemente il governo ha approvato un decreto che apre la strada a questo tipo di percorso. Il SIA (Sostegno all’Inclusione Attiva) muove i primi pasi e ci vede coinvolti a Genova come Caritas e Auxilium. Siamo convinti che questa sia la strada per passare dal dare allo “stare con”.