di Emanuele Barisone
Direttore
Care amiche, cari amici
chiamare questo Bilancio Sociale con il saluto di San Francesco, “Pace e Bene”, non è per noi una semplice scelta stilistica, ma la sintesi profonda di un anno di lavoro intenso tra le strade e le fragilità della nostra Genova e una professione di speranza.
In un tempo caratterizzato da guerre, dove prevale la logica del più forte e in cui la parola pace sembra spesso un miraggio lontano, Fondazione Auxilium ha cercato di declinare questo termine quotidianamente in presenza, accoglienza e cura; abbiamo scelto di promuovere l’umano, cercando di testimoniare il Vangelo con il nostro agire, abbiamo scelto di affrontare l’indifferenza disumanizzante riconoscendo nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli la loro dignità infinita.
Pace non è solo assenza di conflitto, ma costruzione attiva di un tessuto sociale dove nessuno viene lasciato indietro. Un anno di impegno concreto. II 2025 ci ha visto impegnati su più fronti per rispondere a povertà vecchie e nuove; e proprio da questo operare alla ricerca di una Pace quotidiana, nasce il Monastero – Casa della Pace don Piero Tubino. Se vogliamo impegnarci per una pace tra i popoli, infatti, dobbiamo lavorare anche sulle nostre relazioni, sulle povertà di cui non ci occupiamo, sulle esclusioni sociali che tolleriamo, sui conflitti che non sappiamo gestire, sulla società che vogliamo. Dobbiamo disarmare le nostre azioni e le parole, come chiede Papa Leone, aprire brecce nei nostri muri, riconoscerci, occuparci gli uni degli altri, riscoprirci fratelli e sorelle tutti e tutte, per citare Papa Francesco. La Casa della Pace vuole divenire un luogo e un’occasione dedicata a persone, gruppi, realtà associative per sperimentare percorsi di pace e riportarli nelle proprie case, nei nostri territori, nelle nostre parrocchie.
Attraverso le pagine del Bilancio Sociale 2025 i numeri si trasformano in storie. Lo Sportello – Centro di Ascolto Diocesano, gestito da Auxilium e promosso da Caritas Genova, è un porto sicuro non solo per chi cerca un posto dove dormire o un pasto caldo, ma una direzione e la possibilità di essere riconosciuto come persona, di essere chiamato per nome. Abbiamo cercato di uscire verso le periferie esistenziali della città, portando quel Bene che è condivisione e mai assistenzialismo fine a se stesso. Se il Bilancio racconta la nostra gestione, ciò che sfugge alle tabelle è l’immenso valore della gratuità. Vogliamo ringraziare di cuore ogni operatore e volontario perché, ogni giorno, è stato testimone della nostra scelta preferenziale: essere una Chiesa povera per i poveri.
Il Bene a cui facciamo riferimento nel titolo del Bilancio è proprio il Bene comune, inteso come la bellezza di una comunità che si fa carico delle ferite dei suoi membri più fragili. Il 2025 ci ha ricordato che non c’è bene individuale che possa prescindere dal bene dell’altro. Abbiamo visto il Bene negli occhi dei volontari che donano il proprio tempo senza chiedere nulla in cambio. Lo abbiamo toccato con mano nelle storie di riscatto di chi, grazie ad Auxilium, ha ritrovato la forza di ricominciare. Lo abbiamo contemplato nella generosità di chi sostiene la nostra missione, rendendosi strumento di Provvidenza.
Questo Bilancio testimonia che la nostra missione non è solo un servizio sociale, ma la ricerca costante della Fraternità. Ogni numero di queste pagine rappresenta un incontro, una dignità restituita, un passo verso quella giustizia sociale che è il fondamento della vera Pace.
Guardiamo al 2026 con la consapevolezza che le sfide non mancheranno, ma con la certezza che la solidarietà della comunità genovese è una forza viva. Questo Bilancio Sociale è lo specchio di ciò che siamo stati e la bussola per ciò che vogliamo continuare a essere: donne e uomini di speranza.
Pace e bene a tutte e tutti voi!






