“I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e i 169 target che li traducono in azioni pratiche indicano la strada da percorrere per assicurarci un futuro. In realtà, attardandoci o addirittura retrocedendo nella realizzazione dell’Agenda, ci stiamo avviando tutti sulla rotta che ci porterà a schiantarci.”

“La Chiesa ha una capacità educativa straordinaria, il suo contributo nel portare le comunità verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi fissati dall’Agenda 2030 è di primaria importanza”. L’aupiscio viene dal prof. Enrico Giovannini, già presidente Istat, già Ministro del Lavoro, dal 2015 fondatore e portavoce di ASviS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, intervenuto mercoledì 24 Ottobre a Palazzo Tursi nell’ambito dell’incontro promosso dal Tavolo Giustizia e Solidarietà sugli Obiettivi Onu di Sviluppo Sostenibile.

Chiesa, scuola, istituzioni, terzo settore, cittadini… Il problema nel problema è proprio questo: convincere tutte le parti in gioco che quei 17 Obiettivi sono essenziali per il futuro dei popoli e della “casa comune” e che potranno essere raggiunti solo con un impegno globale e integrato. È quanto cercherà di promuovere a livello genovese il Tavolo Giustizia e Solidarietà, che dal Giubileo del 2000, con la Campagna per la remissione del debito ai paesi in via di sviluppo, raccoglie persone, associazioni, movimenti, tra cui molti di ispirazione cattolica, attivi sui temi della mondialità e della globalizzazione. E proprio i cattolici, soprattutto dall’enciclica “Laudato si’” in poi, sono chiamati a rinnovare i propri sforzi per una difesa del creato non disgiunta dalla prossimità ai poveri, nell’ottica di quella “ecologia integrale” che si muove sulla stessa linea dell’Agenda 2030.

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L’Asvis riunisce circa 200 realtà nazionali impegnate sull’Agenda 2030, una rete unica al mondo. Enrico Giovannini è la voce più autorevole in Italia su questi argomenti e va riconosciuto al Tavolo di aver portato il tema a Genova al suo massimo livello. Lo scenario che Giovannini descrive è severo. “Il discorso sull’Agenda 2030 non è né semplice né divertente. I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e i 169 target che li traducono in azioni pratiche indicano la strada da percorrere per sanare le principali crisi mondiali, dalla fame al rischio clima, dall’istruzione alla salute, solo per citarne alcuni.” Non è solo questione di essere solidali con le periferie del mondo o delle nostre stesse città: “In realtà – afferma con chiarezza il presidente di ASviS – attardandoci o addirittura retrocedendo nella realizzazione dell’Agenda, ci stiamo avviando tutti sulla rotta che ci porterà a schiantarci.” Non è una metafora. Quarant’anni fa il Club di Roma previde che negli anni 2000 avremmo raggiunto un picco oltre al quale lo sviluppo del mondo non sarebbe stato più sostenibile. “Malgrado l’avvertimento – dichiara Giovannini – oggi tutti gli indicatori ci dicono che abbiamo superato quel picco. La previsione si sta realizzando. L’Agenda è lo strumento che tutti i paesi dell’Onu hanno sottoscritto per porre rimedio a questa prospettiva drammatica e molto concreta. Ci chiede di agire su tre linee guida: integrazione, universalità e partecipazione; e di rafforzare contemporaneamente quattro grandi pilastri: economia, società, ambiente e istituzioni. Non uno soltanto, ma tutti e quattro, insieme. Si tratta di mettere tutto questo al centro dei nostri sforzi, con un approccio integrale e integrato.” L’errore fatale, degli amministratori come dei singoli cittadini, è pensare di avere sempre qualcosa di più urgente, più concreto, più locale da risolvere: ma, guardando all’oggi, perderemo il domani. “In una città come Genova, così duramente colpita dal crollo del Ponte Morandi si può facilmente comprendere come risolvere l’emergenza allontani le prospettive fissate dagli Obiettivi. In realtà, sappiamo che superare questo tragico shock restituendo al territorio tutte le sue potenzialità non può essere un semplice ritorno al passato: nel ricostruire collegamenti, nel ricomporre comunità, nel riattivare economie, proprio gli Obiettivi dell’Agenda, in particolare l’Obiettivo 11 che riguarda le città, ci aiutano a proiettarci in un futuro migliore, traendo da una grande sofferenza una nuova opportunità.”

La partecipazione all’incontro di Matteo Campora, Assessore all’Ambiente, Energia, Rifiuti, Servizi Civici e Informatica del Comune di Genova, conferma questa disponibilità istituzionale. “Come amministrazione – ha commentato Campora – dobbiamo coltivare una visione prospettica e, per ribadire l’attenzione all’Agenda 2030, il Comune porterà il suo contributo al prossimo Festival dello Sviluppo Sostenibile che proprio ASviS propone ogni anno. Temi come la gestione dei rifiuti, l’economia circolare, la mobilità non inquinante, il recupero degli alimenti sono fronti su cui anche Genova si sta muovendo. Dobbiamo fare molto di più e ne siamo consapevoli. La vera sfida è cambiare la testa delle persone e su questo l‘azione condivisa con tutte le espressioni della società, Terzo Settore e Chiesa in primis, sarà determinante.” All’incontro hanno portato la loro esperienza come presidenti di realtà attive sui temi dell’Agenda anche Ilda Curti, già assessore a Torino ed esperta di politiche di inclusione, e Giorgio Pagano, già sindaco di La Spezia. “Stiamo vivendo un incendio globale – ha affermato Curti -. Noi o i nostri figli vivremo questo incendio a breve termine, ma molte periferie del mondo e nelle nostre stesse città già lo vivono. A ciascuno di noi tocca la parte del colibrì che, secondo un’antica fiaba africana, getta piccole gocce d’acqua sulla foresta che brucia, mentre tutti gli altri animali più grandi scappano. Se non ci prenderemo cura della foresta, ciascuno gettando piccole gocce, non faremo male solo a quelli che stanno ai margini ma anche a noi stessi, che ci sentiamo al sicuro. Dobbiamo deciderci ad affrontare il tema delle diseguaglianze e smetterla di fare la guerra ai poveri anziché alla povertà. Servono politiche di integrazione per rendere le nostre città davvero inclusive e connesse con le grandi politiche globali.” “Urge una scelta di campo – ha confermato anche Pagano -. Occorre rafforzare una rete sovrannazionale che poggi sulle città e sui loro territori. Sugli Obiettivi, il mondo e l’Italia sono indietro e in Liguria i nostri indicatori sono peggiori rispetto alla media delle regioni del nord e, su alcuni punti, di tutte le regioni d’Italia. Dobbiamo ‘territorializzare’ questi temi sempre di più. Zigmunt Bauman scriveva: ‘Nel dare forma alla nostra vita, siamo la stecca da biliardo, il giocatore o la palla? Siamo noi a giocare, o è con noi che si gioca?’. Oggi noi siamo ancora drammaticamente la palla.”

L’incontro a Tursi è stato solo l’avvio di una serie di iniziative del Tavolo sull’Agenda 2030: il prossimo appuntamento pubblico su questi temi è fissato per Venerdì 23 Novembre (ore 17.00) all’interno del programma di Mondo in Pace, Fiera dell’Educazione alla Pace promossa dal Laborpace della Caritas, dal 21/24 Novembre a Palazzo Ducale, Sala Munizioniere.

Introduzione Gigi Borgiani

Intervento Ilda Curti

Intervento Giorgio Pagano

Prossimi Appuntamenti

23 novembre 2018 – 17.00 – Palazzo Ducale

Workshop “Dialoghi per un’agenda cittadina. Insieme per lo sviluppo sostenibile

Promosso dal Tavolo Giustizia e Solidarietà all’interno del programma di “Mondoinpace – Fiera dell’Educazione alla Pace” (21/24 Novembre – Sala Munizioniere, Palazzo Ducale – Genova)

15/12/19 marzo 2019

Obiettivo 11 / Rassegna di film al Nickelodeon