di Monica Sassone


Dal 26 agosto al 2 settembre ha avuto luogo a Genova il primo Campo ligure di “E!State Liberi! – campi di impegno e formazione sui beni confiscati alla mafia”. Si tratta di un’importante iniziativa, promossa ed organizzata dalle associazioni di promozione sociale “Libera” e “A.d.es.so” accomunate dall’unico obiettivo di impegnarsi ed impegnare la società nella lotta contro la mafia, promuovendo la cultura della giustizia e della legalità. Sono molti i giovani che ogni estate scelgono volontariamente di fare un’esperienza formativa importante con l’intento di trasmettere un messaggio forte e chiaro, sentirsi protagonisti attivi nella lotta contro ogni tipo di criminalità mafiosa e far sì che il loro intervento non si limiti solo ad alcune zone dove la mafia ha lasciato e lascia tutt’oggi il segno, ma venga messo in atto e diffuso a tutto il territorio nazionale, attraverso azioni concrete ma anche creando momenti di condivisione, scambio e ascolto reciproco

Ed è così che 14 campisti provenienti da 8 regioni diverse, insieme a decine di volontari, hanno scelto Genova come luogo in cui poter portare avanti un progetto che nasce e si sviluppa con l’intento di restituire alla collettività quei beni che possono e devono poter essere considerati “beni di tutti”, ma anche favorire esperienze di cittadinanza attiva e cooperazione all’interno di realtà disagiate e, sempre più spesso, abbandonate. Non a caso l’area di intervento è stata ancora una volta il Centro Storico genovese, dove sono concentrate molte situazioni di difficoltà e disagio economico, sociale e culturale che necessitano di essere conosciute per poter, poi, essere affrontate e superate.

Proprio di fronte alla volontà di dedicare attenzione ad una realtà che può e deve cambiare, noi de La Staffetta abbiamo risposto “presente” e ci siamo aperti ad un’esperienza del tutto nuova e significativa con l’obiettivo di rianimare e dare voce a quei quartieri che abbiamo imparato a conoscere e ad osservare da vicino e abbiamo fatto anche un po’ “nostri”, vivendoli giorno dopo giorno. E’ stata, infatti, La Staffetta, localizzata proprio nel cuore del centro storico, ad ospitare ed accogliere i ragazzi durante il pernottamento notturno e a seguirli, passo 

a passo, nelle loro attività; attività che, se da una parte hanno previsto  momenti dedicati all’incontro e allo scambio interculturale, come opportunità di approfondimento e confronto su temi specifici legati appunto alla mafia, all’integrazione e all’accoglienza, dall’altra si sono concentrate su interventi manuali di riqualificazione del quartiere quali la pulizia e il riordino degli spazi (interni ed esterni), il decoro di muri e di saracinesche. Un’intensa settimana, dunque, nella quale abbiamo riscoperto la bellezza dello stare insieme, il piacere della solidarietà e della collaborazione, il desiderio di conoscere e farsi conoscere e nella quale, soprattutto, abbiamo avuto modo di metterci in gioco e creare una rete di collaborazione reciproca fondata sul rispetto e sull’ascolto.

Un grazie va a chi ha permesso tutto questo

a chi lotta e combatte ogni giorno per il desiderio del cambiamento; a quei ragazzi che hanno deciso di esserci, con impegno e costanza, portando ovunque un prezioso contributo di passione e creatività; e a Genova, la nostra città, per aver accolto ed ospitato i giovani campisti, per aver fatto scoprire loro le bellezze nascoste dietro ogni angolo e per aver permesso la realizzazione del Campo che, dopo il successo ottenuto, ha grandi probabilità di essere ripetuto!!!