di Giovanni Palazzolo

Sabato 27 Maggio ho passato una giornata fuori dagli schemi usuali. Non certo per quello che ho fatto, ma per la successione di eventi che mi sono venuti incontro. Bene, mai più mi sarei aspettato di stringere la mano di Papa Francesco. Già il vederlo è stato di grande impatto emotivo, viscerale. Una persona squisitamente affabile, per niente distaccata, fortemente capace di entrare nella tua sfera di credente o non credente. Come dice il buon Dio, non siete voi che dovete salire ma sono io a scendere per ascoltarvi. Ecco, l’incontro con il papa interpreta alla perfezione queste parole.

Il comportamento di “Francesco” è scevro di tutto ciò che può essere in più, sia nell’atteggiamento sia nei fatti. La giornata di sabato mi ha regalato qualcosa che è senz’altro irripetibile e che resterà di una unicità che ricorderò sempre. Una giornata che è stata piena e sentita come non mai. Ho ricevuto un dono che auguro a tutti: una giornata del genere, un incontro di tale portata sono davvero una benedizione. Il “nostro” Papa Francesco, con il suo sorriso, la sua personalità, la sua gestualità, donano veramente serenità e forza. Quello che a me è successo sabato. Alla sera mi sono addormentato placidamente, come un bimbo. E con il nuovo giorno mi sono svegliato con il sorriso, con più energia del solito.

Qualche cosa vorrà pur dire

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